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THE DOORS

1965: all'Università della California, l'insegnante di cinema (Oliver Stone, in un cameo) proietta in aula il film sperimentale in bianco e nero di Jim Morrison (Val Kilmer). È una prova grezza, audace, che molti fischiano, mentre un altro studente, Ray Manzarek (Kyle MacLachlan), lo incoraggia e capisce che Jim è prima di tutto un poeta, si nutre di Rimbaud, Ginsberg e Mailer, scrive di continuo e sa anche cantare (e poi, anche così non fosse, Bob Dylan non è certo popolare per l'intonazione pura).

Nascono così i The Doors, nome ispirato alle "porte della percezione" psichedeliche che Aldous Huxley in realtà aveva mutuato da "Il matrimonio del cielo e dell'inferno" di William Blake. Il flower power è alle porte, Morrison incanta con allitterazioni e movenze seducenti, cerca vie laterali, sia nel canto che nella performance, vira verso l'erotismo e l'indicibile, l'osceno, l'orgiastico. Grazie alla chimica con Manzarek alle tastiere e basso Rhodes, John Densmore (Kevin Dillon) alla batteria, e Robby Krieger (Frank Whaley) alla chitarra, la band trova subito qualche pezzo vincente, come Light My Fire, ed è questo che conquista all'istante gli avventori dei locali di Sunset Strip e più di un discografico.

THE DOORS